Poesie

Genesi

Nella beata ebete ignoranza

il Nulla non si pose mai domande ,

ben conoscendo che non c’è risposta

che ad altri quesiti non rimandi .

Tenendo cara a se la sua natura,

si nutriva di buio e di incoscienza,

ma la sua pace suscitò l’invidia

di chi , all’ opposto , non trovava quiete .

Esplose col big bang tutto il livore

e per l’eternità fu luce e tempo :

nacquero i mondi , la materia , i sensi ,

con l’uomo principiò l’ autocoscienza .

Condannati per sempre a non sapere

continuiamo a porci le domande

aspettando il ritorno nel gran Nulla

che, per amore, ci darà quiete.

2005

Fuori

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I miei canti più belli

li canto in silenzio

se appena mi senti

ogni nota già è spenta .

Del fuoco di dentro

si gela l’ardore

appena esce fuori

respiro e parole .

Dei miei sentimenti

parlarne è già inganno

la tela più bianca

nel buio si scolora.

La luce di dentro

dà luce al tuo sguardo:

conosco il tuo sole

non chiedo parole.

Restami dentro

restami accanto

canta in silenzio

le vecchie e le nuove

oltre i ricordi

fuori….. già piove !

2007

Fuochi in campania

Mi attira il gioco del fuoco .

C'è strana gente di notte ...

io mi avvicino

le mani sui fianchi .

Nell'ombra

lo spazio qui intorno

di luci sfavilla !.

Profondo respiro

respiro

sapore di marcio

di fogna

qualcuno ha rubato

il profumo

del legno che brucia .

Sarà la camorra .

Non crescono fiori nei campi

né sento cicale

nell’erba sbocciano aghi

siringhe tra stracci

cartoni , bidoni ,

randagi in cerca di pace

spinelli bruciati

carcasse

di gatti svuotate .

Non dura che niente il silenzio

Affoga la notte

dentro lo sputo che sputa

il saggio selvaggio

ventenne da mille millenni

la barba mai fatta

si tocca

si grata

tossisce

la voce malata :

Pecchè nunfà fummo pe' niente

'sta seggia 'mpagliata ?

Non danno calore ne' braci

le buste di plastica

friggono senza dolore ,

acre sudore la pelle

di chi non conosce lavoro.

Il gatto gettato nel fuoco

brucia per gioco

scappa lontano .

Si urla di scherno

si rie

si lancia la sfida

a chi cammina sul fuoco ,

tra sordi si grida !

Si leva le scarpe il buffone .

Balla e saltella

demonio

un inferno banale

purchè si diverta la bestia

non è carnevale !?

Balla alla luna la bella

figura di pulcinella

cantando piange

e si crepa

nelle budella .

Nel fumo nero

una nuvola

copre una stella .

Fulmine

Guardavo,

in giardino,

un ramo spezzato.

Furtiva

la nuvola si allontanò.

Fù luce !

Un uccello riprese il suo canto.

1977

Frutti di mare

Frutti di mare

sepolti nella sabbia,

dalle correnti mossi senza tregua,

affascinati da mille luccichii

nel turbinio di un fondo senza luce,

sognamo di conoscere altri lidi…

…nell’immenso..

è un niente il nostro andare !

Ignoti l’uno all’altro

e ognuno al guscio,

suggiamo linfa

da segreti umori.

Dolci veleni..

Solo fantasie !

Vecchi bambini che fanno girotondo.

Due valve chiuse..

le crediamo il mondo !

Un’onda finalmente ci trascina,

nostro malgrado,sull’eterna sponda .

Ansiosi di conoscere la luce

che negli abissi,d’istinto percepiamo,

senza paura

al sole

ci mostriamo.

Nudi nel cuore,nel corpo,nella mente,

vivi per sempre

le valve spalanchiamo !

1993

Foglie

Alberi nudi

perdono foglie

per dare spazio

il cielo raccoglie

il vuoto dei rami

silenzio dei nidi

rigide braccia

chiedono vita.

Noi siamo foglie

che autunno cancella

tornano i giorni

i fiori nei campi

siamo ricordi

che incrociano sogni.

Finestre

finestre.jpg

Sono venuti a bussare alla tua porta ,

hanno atteso per ore che tu aprissi .

Sono tornati ogni giorno , ed ogni volta

hanno sperato di non aver sbagliato ,

perché era proprio quella la tua casa .

Né sapendo altri luoghi per trovarti ,

hanno deciso di restituire

tutto quanto ti era destinato:

sorprese , incontri , arrivederci , addii .

Tu eri là !

Guardavi alla finestra

lontano , oltre i confini , l’orizzonte ,

aspettando di scorgere qualcuno

che venisse da te , per salutarti .

Preso dai tuoi pensieri , alla finestra ,

eri distratto dai suoni della strada ,

il chiasso del mercato , i gatti , i cani ,

il frastuono del traffico , la radio .

Guardavi il mondo , eri alla finestra ,

nascosto tra le tue mura di casa .

La vita scivolava alle tue spalle .

Solo ,

su un monte ,

tu guardavi a valle .

2007

Era meglio

Era meglio

sporcarsi le mani

di terra e di fango ,

scavare buche profonde ,

ridendo... morire

diventare concime

per rose e per rape

con il sorriso demente

dipinto sul volto

le foto di marmo

su lapide erette

a memoria dei vinti.

Era meglio !

Ma siamo rimasti

sospesi nel buio

ragliando codardi

alle stalle

asini chiusi impauriti

imploranti luce

fingendo di crederci puri

dicendoci balle

convinti che mai !

quando mai ?

saremmo capaci

di fare ciò che fanno

le scimmie

rinchiuse in serraglio !

Noi ?

Proprio noi ?

Quando mai !

..Siamo nati per sbaglio

lo sguardo feroce

attenti a non farci rubare

le poche banane per terra

ringhiamo

animali.

Era meglio

avvolti dal niente

non essere capaci

di alzare lo sguardo alle stelle

stupidamente

senza nemmeno per gioco

poterle toccare !

Piangiamo

temendo nel buio

non sappiamo

che sono spente per sempre

e ci fanno sperare.

Mummie ci vendono luce

scaduta da tempo ,

come in un sogno ,

perchè raramente

di giorno

ci è dato scordare

millenni di strada percorsa

dal fondo del mare.

Era meglio coprirsi la pelle

di morbida lana

pascolando nell'erba bagnata

la testa abbassata

prede di lupi e serpenti

belando innocenti

i piedi son piedi

non mani che cercano mani.

Era meglio lavarle

di terra e di fango le mani

bussando alle porte del vento

e farsi portare

cieco sussurro

un lamento

davanti all'altare

per imparare ad amare

senza pregare.

Elvira

2008

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Nel giardino dei limoni

coltivi i silenzi della terra…

lacrime dolci gocce di rugiada!

Muti canti per ogni filo d’erba…

radice profonda di speranza!

Dal buio strappa colori la tua mano

diffondendoli intorno ai mille fiori

porti carezze con il tuo sorriso

foglia leggera che non smuove il vento.

Angelo della quiete

mamma

moglie

ascolti i sussurri delle mura…

si affidano al tuo cuore che raccoglie

serre di cieli azzurri gli occhi grandi.

Serva e regina

umile creatura,

Rosa preziosa tu conosci il pianto.

Non c’è tempesta che non rassicuri

non c’è dolore che ti fa paura.

Dal mio terrazzo quando muore il giorno

guardo i tuoi passi tra cespugli e rami.

Sorridi al mondo tuo

vecchi ricordi.

Si ferma il tempo…

scivola l’eterno!

Ballano insieme Paradiso e Inferno.

S’alza la luna…

limoni.jpg

Tu rimani un sole

che illumina la strada tutt’intorno.

Tace il silenzio…

S’ode una parola!

Grazie di cuore

grazie

grazie ancora!

Ritorni in casa…

l’ombra si allontana.

L’eco del mondo

trova la sua tana.

Sotto le stelle

è melodia di suoni…

Profumo di preghiera…

di limoni.

Ed ora ?

…Ed ora ?

ora che ho lasciato le vie del mondo,

questo fragile,piccolo,splendido mondo,

ed è un miracolo

da quel silenzio

di spazio e tempo

tornare qui…

…soltanto uomo…

per cosa

per chi

ringrazierò ?

Per cosa ,

per chi

sarò più in debito ?

Per cosa

per chi

lottando soffrirò ?

Parlami ancora stefano miele…

Non ti sento più !

Come era dolce il tuo cercare,

rabbiosa la tua corsa verso il vero,

così bello è stato poi…morire !

Tenera ombra..

In questo immenso fiocco di neve

resta il tuo canto

..s’ode una poesia !

Sogno scherzoso vissuto in fretta

e all’improvviso ?

…Un tuffo !

Un mare senza acque né onde..

Un prato senza un filo d’erba..

Un canto senza voce..

Un niente !eco di niente .

Un vivere eco della mia stessa vita.

Ed ora ?..

1993